DIO MI HA RIDATO LA VITA
04 April 2008, ore: 15 e 15
DIO MI HA RIDATO LA VITA
Mi chiamo Antonio e sono di Oliveto Citra, un paesino della provincia di Salerno. Desidero condividere con voi ciò che Dio ha fatto per me. Nel luglio del 2002 ho avuto un’emorragia cerebrale che mi ha causato un improvviso svenimento. Ero a casa con mia moglie che, spaventata, ha chiamato l’ospedale perché mandassero un’ambulanza a prendermi. Quando giunsi in ospedale ripresi conoscenza. Dopo avermi fatto una tac, i dottori scoprirono che avevo un’emorragia cerebrale, così mi trasferirono d’urgenza al reparto di neuro chirurgia dell’ospedale di Vallo della Lucania. Dopo cinque giorni dal mio ricovero ebbi una seconda emorragia, che peggiorò le mie condizioni: non ero in grado di riconoscere nessuno e non capivo nulla. Mi trasferirono, così, in rianimazione e convocarono i miei familiari perché firmassero il consenso all’operazione, dato che dovevano operarmi d’urgenza. Stetti otto ore circa in sala operatoria. Dopo l’intervento mi portarono nuovamente in rianimazione, dove mi hanno tenuto per quattro settimane in coma farmacologico. Mia moglie e la mia famiglia hanno chiesto alla nostra comunità e a tutte le comunità vicine di pregare per me. Ringrazio Dio per la grande solidarietà che è stata mostrata nei miei confronti e nei confronti della mia famiglia da parte di tantissime persone. Nel mese di agosto subii un’altra operazione al cervello. Il giorno prima dell’intervento il primario disse a mia moglie che questa operazione sarebbe stata più pericolosa della prima, e che avremmo dovuto prepararci al peggio, dato che le possibilità di sopravvivenza erano scarsissime. Il primario disse, infatti, che nel novantanove per cento dei casi non ce l’avrei fatta. Mia moglie si aggrappò invece a quell’un per cento di possibilità credendo con fede che il meraviglioso Dio che noi servivamo e serviamo tutt’ora da quarant’anni, sarebbe stato sempre al nostro fianco, anche nei momenti difficili e che mi avrebbe liberato da ogni pericolo. Il dottore, alle parole di mia moglie, fiduciosa che Dio avrebbe operato, alzò le mani in segno di arresa. Il giorno dell’intervento la mia famiglia aspettava in sala d’attesa pregando per me, insieme ad un gran numero di credenti che, allo stesso tempo, ovunque si trovavano stavano facendo la stessa cosa. Mentre loro pregavano, Dio era al mio fianco e, mentre i dottori operavano, accanto a me c’erano quattro angeli. Li vedevo con gli occhi dello spirito, mi sorridevano e mi confortavano. Ricordo che erano vestiti di bianco e che non volevo lasciarli. Nel momento in cui l’intervento terminò, il dottore andò a dare la notizia ai miei familiari e disse a mia moglie: “Grazie a Dio ce l’abbiamo fatta!”. Oggi posso dire a tutti che il Signore ha fatto un grande miracolo, quello di ridarmi la vita!
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